Ieri la Lega ha ufficializzato l’intenzione di far cadere il governo.

La causa scatenante è stata l’ennesima spaccatura delle compagini di governo, sulla mozione del Movimento 5 Stelle in Senato volta a bloccare il TAV Torino-Lione

Le tappe che hanno condotto alla crisi

Governo spaccato sul Tav

Durante il dibattito parlamentare, il Sen. Romeo della Lega aveva dichiarato in aula che chi avrebbe votato no alla mozione (Il Movimento 5 Stelle) si sarebbe assunto la responsabilita’ politica delle scelte che sarebbero adottate nei giorni e mesi successivi.

A seguito dell’incontro nel pomeriggio di Mercoledi’ tra il Presidente del Consiglio Conte ed il Ministro dell’Interno Salvini, tuttavia, non si pensava ad un’imminente caduta del governo ma si vociferava che la Lega avesse chiesto solo la sostituzione di tre ministri (Toninelli, Trenta e Tria).

Le notizie di una possibile apertura della crisi hanno iniziato a rincorrersi ieri mattina, con la salita del Premier Conte al Quirinale, giustificata, ufficialmente, con “un semplice colloquio”.

La prima conferma alla possibile apertura di una crisi di governo e’ arrivata dalla stessa Lega che ha dichiarato: “L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorn che passa e’ un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo e’ ridare laparola agli italiani con nuove elezioni”.

La risposta dei 5 Stelle e’ arrivata con una nota, in cui e’ stata chiesta chiarezza alla Lega.
Luigi Di Maio, intercettato dai giornalisti, ha mostrato estrema tranquillita’.

La conferma definitiva e’ arrivata nel tardo pomeriggio direttamente dal leader della Lega, che, dopo un altro incontro con il Presidente del Consiglio, ha dichiarato: “Non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo ci sono solo le elezioni. L’ho ribadito oggi al Presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’e’ piu’ una maggioranza”.


Le reazioni

La reazione dei partner di governo e’ arrivata con piu’ voci.

Alessandro Di Battista ha definito Salvini come un “Politicante di professione che manda tutto all’aria per pagare cambiali a parlamentari terrorizzati dal taglio delle poltrone o agli amici del suocero Verdini che se la fanno sotto per la riforma della prescrizione che entrerebbe a breve in vigore. Spettacolo da vomito di chi si e’ mascherato da protettore del Popolo ma che e’ schiavo del sistema”.

Il post di Di Battista

Piu’ morbido Luigi Di Maio, che si e’ detto “pronto alla crisi”, in quanto “la poltrona non interessa”, ma che ha chiesto all’alleato, prima, di votare il taglio dei parlamentari. Proposta rispedita al mittente dallo stesso Salvini.

Pronto alla competizione elettorale si e’ definito il segretario del PD Zingaretti che ha scritto in un post su Facebook: “Siamo pronti alla sfida. Nelle prossime elezioni non si decidera’ solo quale governo ma anche il destino della nostra democrazia e della collocazione internazionale del nostro paese”.

In serata e’ arrivata la comunicazione ufficiale del Premier Conte che, convocando in modo inusuale una conferenza stampa, ha confermato la volonta’ del Ministro Salvini di interrompere l’esperienza del governo Giallo-Verde, in quanto “negli incontri di ieri e oggi ha confessato la volonta’ di capitalizzare il consenso acquisito”, che “si rechera’ la settimana prossima in Parlamento” e, infine, attaccando il leader della Lega, ha dichiarato che “non spetta a lui dettare i tempi della crisi”, che “spetta a Salvini spiegare pubblicamente le ragioni per cui intende far cadere il governo, tradendo la fiducia che vi avevano posto tanti cittadini” e che “non permettera’ che qualcuno sminuisca l’operato dell’esecutivo, che ha lavorato in silenzio e non era in spiaggia”

Il ruolo di Mattarella

Adesso la palla passa al Quirinale. Sara’ il Presidente della Repubblica a decidere se vi siano i tempi per convocare nuove elezioni in tempo per l’approvazione della manovra finanziaria; se sara’ questo governo a traghettare il Paese alle elezioni o se nominare un governo tecnico “elettorale” al fine di evitare che sia il Ministro dell’Interno in carica e probabile candidato Premier della Lega (e, forse, del centrodestra) a coordinare le operazioni di voto, evitando possibili incompatibilità.

I possibili scenari

Sara’ interessante capire come si comporteranno le forze politiche.


Per il centrodestra: La Lega andra’ da sola, con Fratelli d’Italia o col centrodestra unito?

Per i 5 Stelle: Il Capo politico dei 5 Stelle sara’ ancora Luigi Di Maio? La regola dei due mandati verra’ derogata? Il Presidente del Consiglio Conte sara’ candidato o fondera’ un suo Partito?

Per la sinistra: Le forze di sinistra riusciranno a compattarsi? Il PD riuscira’ a superare le correnti o ci sara’ la definitiva “scissione dei Renziani”? Chi sara’ il candidato Premier del centrosinistra?

L’unica certezza e’ che si prospetta un’estate di fuoco e le prossime elezioni politiche, saranno tra le piu’ interessanti della storia repubblicana.

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