L’omicidio di Mario Cerciello Rega ed il fermo del giovane americano: il punto.

La notte del 26 Luglio è stato ucciso a Roma un vicebrigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, con 11 coltellate.
Un ragazzo americano di 19 anni, Elder Finnegan Lee, ha confessato di esserne l’autore dopo l’avvenuto arresto di lui e del suo amico e complice, Gabriel Christian Natale Hjorth, 18 anni.
Le telecamere testimoniano che, effettivamente, i due si trovavano sul luogo del delitto.


L’omicidio trae origine da una truffa subita dai due giovani.
La notte del 25 Luglio hanno acquistato, o, meglio, credevano di aver acquistato, cocaina da un pusher romano, che in realtà gli ha venduto semplice aspirina.
Un trentanovenne romano, Sergio Brugiatelli, ha svolto il ruolo di intermediario.
Una volta scoperta la truffa, i due hanno rubato lo zaino di Brugiatelli, il quale, se avesse voluto riaverlo, avrebbe dovuto sborsare cento euro.
Il Brugiatelli, pertanto, ha chiamato i carabinieri.
Cerciello Rega ed il suo collega, Andrea Varriale, sono intervenuti vestiti in borghese.
L’autopsia ha certificato che il vicebrigadiere è stato accoltellato da dietro e Elder ha asserito che, non sapendo che fosse un carabiniere, pensava fosse il pusher.

Mario Cerciello Rega


Nelle ultime 48 ore sono scoppiate numerose polemiche dovute al fatto che è circolata in rete un’immagine di Gabriel, in commissariato, bendato.
Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenuto con un post su facebook ha dichiarato: “A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria”
La replica è arrivata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Non c’è nessun dubbio che la vittima di questa tragedia sia il nostro carabiniere, il nostro Mario. Invito tutti a considerare, tuttavia, che bene ha fatto l’Arma a individuare il responsabile di questo improprio trattamento e a disporre il suo immediato trasferimento”
A condannare il gesto anche l’ex magistrato e senatore Pietro Grasso: “Quando arrestammo Bernardo Provenzano, o quando interrogai Giovanni Brusca, mi trovai davanti uomini che avevano commesso le stragi, fatto uccidere colleghi e amici, progettato il mio omicidio e il rapimento di mio figlio. Potete immaginare il mio stato d’animo. Ho sempre avuto chiaro però quale fosse il mio ruolo: quello di rappresentante dello Stato. (…) Gli dimostrammo la differenza tra noi e loro: non ci si abbassa mai al livello dei criminali che si combattono, non ci sono e non devono esserci eccezioni”.
Meno netta la posizione di Luigi Di Maio: “Ho visto le polemiche sulla foto del ragazzo bendato, quella foto non è bella e sicuramente ha fatto bene l’arma a trasferire i carabinieri che hanno compiuto questo atto, ma non voglio che la si butti in caciara. Un nostro servitore dello Stato è stato ammazzato, parlare quasi più del ragazzo bendato che del nostro carabiniere ucciso significa buttarla in caciara”.
Condanne arrivano da numerose testate internazionali, tra cui la CNN.

Gabriel Christian Natale Hjorth


Viene contestato, in particolare, ai carabinieri di aver violato le regole basilari dello Stato di Diritto, in quanto, venendo bendato, il diciottenne sarebbe stato violato l’art. 13 della Costituzione, secondo cui, con riferimento alla limitazione della libertà personale, “è punita ogni forma di violenza fisica e morale”.
Il Governo degli Stati Uniti starebbe valutando la possibilità di chiedere l’estradizione dei due affinché ne venga assicurato l’effettivo esercizio del diritto alla difesa.


Secondo l’arma, il ragazzo sarebbe stato bendato solo per pochi minuti, al fine di evitare che potesse vedere cosa vi fosse all’interno della stanza, in particolare, i monitor.
I dirigenti dell’arma stessa hanno, tuttavia, trasferito ad un incarico non operativo il carabiniere che ha bendato il ragazzo.
I suoi colleghi, che hanno assistito senza intervenire, potrebbero subire la stessa sorte.

L’avvocato e Presidente dell’Unione delle Camere Penali, Giandomenico Caiazza, è intervenuto: “Chi in queste ore sta sostenendo quella foto, giustificando l’operato di chi ha agito in quel modo nei confronti del cittadino americano (Natale Hjorth, ndr) prima della sua deposizione, sta facendo un danno al carabiniere che ha perso la vita e a chi vorrebbe che venisse fatta giustizia al pià presto. E’ un gesto da ottusi e da stupidi. Perché un atto istruttorio, sia esso una confessione, una testimonianza o un interrogatorio, se svolto con modalità che coartano la libera determinazione di una persona deve essere dichiarato nullo. Anche se poi quelle dichiarazioni dovessero essere confermate in una fase successiva”.

Il Procuratore Generale di Roma ha chiarito che, sebbene l’interrogatorio sia assolutamente regolare, è stato avviato un procedimento disciplinare.

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