Siri indagato: analisi su un personaggio che mina il governo

Giovedì 2 Maggio, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato la Stampa a Palazzo Chigi per annunciare l’intenzione di proporre all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri la revoca del sottosegretario Armando Siri.

Siri è, attualmente, indagato per corruzione. Secondo la Procura di Roma, sarebbe stato corrotto da Paolo Arata, il quale gli avrebbe promesso una mazzetta da trentamila euro in cambio della presentazione di un emendamento che avrebbe favorito il business dell’eolico in Sicilia dello stesso Arata e Vito Nicastri, il quale, è considerato molto vicino a Matteo Messina Denaro.

Siri è considerato un uomo forte della Lega. Nel 2015 è stato nominato responsabile economico di “Noi con Salvini” e responsabile della scuola di formazione politica della Lega. Lui è l’ideatore della Flat Tax.

Appena insediatosi, Luigi Di Maio ha dichiarato che “questo è il primo governo senza indagati”.
In realtà, oltre a Siri, vi sono altri 3 viceministri indagati, già da prima che il governo si insediasse: Laura Castelli, Massimo Garavaglia ed Edoardo Rixi.

Tutto ciò in contrasto a quanto previsto dal “Contratto di governo”. Sotto la voce “Codice Etico”, infatti, si vieta l’accesso al governo a “coloro che siano sotto processo per reati gravi (ad esempio: mafia, corruzione, concussione, etc.)”.

Si precisa che nessuno dei tre sottosegretari citati è stato condannato e che Laura Castelli è indagata per diffamazione, quindi un reato “non grave”.

Al contrario, Massimo Garavaglia è imputato per turbativa d’asta. È stato rinviato a giudizio, in quanto, nel 2014, in veste di assessore al bilancio della Regione Lombardia, avrebbe tentato di vanificare una gara da 11 milioni di euro del 2014 per il servizio di trasporto di persone dializzate.

Edoardo Rixi è stato rinviato a giudizio nel 2018 nell’ambito dell’inchiesta “spese pazze”, secondo cui i consiglieri regionali liguri, tra il 2010 e il 2012, avrebbero chiesto il rimborso, spacciandole per spese istituzionali, di cene, viaggi, gite al luna park, birre, ostriche, consegnando ricevute dimenticate da ignari avventori. In altri venivano modificati gli importi a mano. Per un ammontare di diverse centinaia di migliaia di euro.

Il contratto di governo è un negozio giuridico atipico. Non è un istituto legale, bensì convenzionale. Ciò significa che produce effetti giuridici solo tra le parti.

In caso di violazione di una delle parti, secondo il codice civile, la parte inadempiente sarebbe tenuta al risarcimento del danno. È pacifico, tuttavia, che tale disposizione non possa essere applicata all’oggetto in questione, in quanto, le nomine vengono effettuate con Decreto del Presidente della Repubblica, cioè, con una delibera del Consiglio dei Ministri.

La nomina dei viceministri indagati, in questo caso, è stata proposta dal Presidente del Consiglio ed accettata dai membri del consiglio dei ministri, sia della Lega, sia del Movimento 5 Stelle.

Parte lesa e parte inadempiente, in questo caso, concordano di non rispettare il contratto stipulato.

La corretta applicazione del contratto e del suo codice etico, pertanto, non può essere soggetta alle norme del diritto dello Stato, bensì a mera effettiva volontà delle parti.

Nel caso in oggetto, se il contratto di governo fosse stato rispettato, il sottosegretario Siri si sarebbe dovuto dimettere automaticamente a seguito del rinvio a giudizio, senza che fosse necessaria la presa di posizione del Presidente del Consiglio Conte, mentre i sottosegretari Rixi e Garavaglia, in quota Lega, non sarebbero dovuti essere nominati sin dal principio.

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