Calenda “Non possiamo aprire le frontiere a tutti.”

Alla trasmissione di La7 – #DiMartedì – si è svolto un dibattito tra Carlo #Calenda, il coordinatore di “Baobab Experience” Massimo #Costa e il giornalista #Giannini.

L’ex ministro dello sviluppo economico ha affermato che:
“La sinistra sull’immigrazione non è stata capace di dire una cosa semplice: cioè che le frontiere di un Paese sono le frontiere di un Paese. E se uno pensa di poter dire che le frontiere devono essere aperte a chiunque voglia venire quando siamo un paese affacciato su un continente come l’Africa che crescerà di un miliardo e duecento milioni di persone nei prossimi anni, allora quella persona è fuori di senno. Agli italiani, che non sono razzisti, prima di tutto bisogna dire che non vogliamo e non possiamo aprire le frontiere a chiunque voglia venire, perché altrimenti perderemmo il controllo del Paese.
E che chi arriva in Italia – continua – va gestito e integrato, perché, se non lo facciamo, diventa non solo un problema umanitario, ma anche un problema di sicurezza. Vanno trovati dei corridoi di immigrazione controllata e legale. È necessario dire questo. La sinistra deve imparare a dire delle parole chiare“

Di diverso parere è invece l’attivista Costa, il quale afferma che “bisogna aprire le frontiere a chi scappa da guerre, da dittature, a chi scappa dalla fame e da cambiamenti. È un nostro dovere.” Nello scontro dice la sua anche il giornalista Massimo Giannini: “La sinistra deve essere alternativa alla destra”. “Ma che vuol dire? – risponde Calenda – La sinistra deve dire cose giuste, non deve essere alternativa alla destra per principio. Ma stiamo scherzando?”. Lo scontro su uno dei grandi temi come l’immigrazione divide non solo destra e sinistra, ma anche il Partito Democratico interno che vede profilarsi l’idea di immigrazione più aperta del muovo segretario Zingaretti e invece una distribuzione più razionalizzata e controllata dell’ex manager di Confindustria Calenda.

Autore: #SPAlessandroPecoraro

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