Non è stato Salvini (e non può farlo) a revocare la scorta di Ruotolo

In questi ultimi mesi si è acceso il dibattito circa l’assegnazione e la revoca della scorta affidata a personaggi italiani, fra cui Saviano, che, per ragioni di sicurezza, vivono sotto protezione.

In seguito a diverse dichiarazioni di Salvini, ci si è chiesto quali fossero davvero i poteri che il nostro ordinamento conferisce nella nomina e nella revoca della scorta al Ministro dell’Interno.
La questione è poi tornata in voga qualche giorno fa, quando è stata diramata la notizia (falsa) secondo cui Matteo Salvini ha ritirato la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista impegnato alla lotta contro le mafie. Ma non è vero.

Chiariamo dunque quali sono i poteri del Viminale e chi decide sulle scorte.

La riforma della scorta

Dopo l’uccisione del giuslavorista Marco Biagi, 
nel marzo del 2002 a opera delle Nuove Brigate Rosse, il governo Berlusconi II stabilì un nuovo meccanismo di assegnazione della scorta con la legge n.133 del 2002.
Essa è stata ideata come protezione da concedere a persone esposte a particolari situazioni di rischio di natura terroristica o correlate al crimine organizzato, o ancora correlate alla loro attività di intelligence.

Ma chi la concede?


A concederla è, ufficialmente, il Viminale.
Ma materialmente il Ministro dell’Interno non può né concederla né revocarla. Non ha potere su ciò.

La legge del 2002 ha previsto l’istituzione di uno specifico organo adibito a ciò: l’UCIS.


L’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale (UCIS) fa riferimento al Viminale ed è stato istituito all’interno del dipartimento della Pubblica Sicurezza: ha compiti di gestione dell’apparato di protezione “attraverso la raccolta e l’analisi coordinata delle informazioni relative alle situazioni personali di rischio”. L’UCIS è suddiviso in quattro uffici (analisi, servizi di protezione e vigilanza, formazione e aggiornamento) diretti da dirigenti della Polizia di Stato o dei Carabinieri, che fanno capo a un dirigente generale.

Come funziona?


Soltanto un prefetto, sulla base di indagini o segnalazioni dalle forze di polizia, può segnalare all’UCIS che qualcuno ha bisogno della scorta. Sarà poi la direzione dell’UCIS a concederla o revocarla.
Il ministro non ha alcuna prerogativa in ciò: non può proporre, concedere o revocare alcuna scorta.

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