Giannini: “Conte è un avvocato pugliese, non si capisce mai cosa vuol dire”

Massimo Giannini, giornalista di La Repubblica, ha affermato nel corso della trasmissione “Otto e Mezzo” del 22 novembre che “Conte è un avvocato pugliese” e “non si capisce mai cosa vuole dire”. Ancora stereotipi?

 

2000: lo stereotipo è dietro l’angolo

Pensavamo di esserci liberati – negli anni 2000 inoltrati – da stereotipi e affermazioni pregiudizievoli nella categoria giornalistica. Comportamenti di questo tipo non fanno altro che screditare il lavoro, l’imparzialità e la buoma fede di quegli articolisti (oggi pochi) che si prodigano ogni giorno per informare i propri lettori sulle vicende politiche del paese, fornendo una base di riflessione su cui costruire il proprio parere.

 

Imparziali e faziosi: i non giornalisti come Giannini

È per questo che consideriamo giornalisti faziosi e figli di luoghi comuni, come Giannini, il fallimento del gionalismo moderno. Un giornalista dovrebbe lasciare da parte i propri pareri nello svolgimento del proprio lavoro e difendere la verità in ogni caso, nel rispetto però delle istituzioni e del volere popolare, tutelato dalla Costituzione.

“Conte è un avvocato pugliese, non si capisce mai cosa vuole dire”. Questa la critica mossa da Giannini nei confronti del premier.

Il giornalista Luca Telese, ospite in studio, ha osservato: “Ma non perché è pugliese… può essere anche un avvocato di Milano, non iniziamo con questi stereotipi”.

 

Chieda pubblicamente scusa: scredita la nostra categoria

Giannini, glielo diciamo in nome di chi svolge il proprio compito con imparzialità e dovizia: si scusi. Al di là, dell’offesa stereotipata che non le fa onore, ha screditato ala nostra categoria,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *