Manovra: stop Irap a partite IVA fino a 100mila euro e aumento bonus bebè.

Il governo M5S-Lega vuole escludere le partite IVA fino a 100.000 euro dal pagamento dell’imposta Irap. Per farlo, la Commissione Finanze pensa alle coperture: fra queste, una tassa sulle bibite gassate. Viene inoltre rifinanziato (con maggiori investimenti) il bonus bebè. Stop invece alla modifica della web tax.

 

Stop Irap a partite IVA inferiori a 100mila euro

In questi giorni, la Commissione Finanze della Camera dei Deputati sta lavorando agli emendamenti sulla Manovra finanziaria del governo Conte. Fra questi, vi è la proposta – presentata dalla deputata M5S Carla Ruocco – di escludere le partite IVA fino a 100.000 euro dal pagamento dell’IRAP, che non dovrà così essere più versata dai contribuenti in questione. Per finanziare questo provvedimento, occorrono però delle coperture da cui attingere: fra le possibili alternative, si pensa a una tassa sulle bibite gassate.

La proposta, accolta con grande favore dai contribuenti italiani ma contrastata dalla associazione confindustriale “Assobibe”, è ora al vaglio della Commissione Bilancio.

Stop modifica web tax

La web tax, ovvero la regolamentazione della tassazione per le multinazionali che operano in rete, non verrà modificata. Inizialmente la Lega aveva presentato un emendamento che prevedeva l’aumento dell’aliquota dell’imposta dal 3% al 6%. La proposta è stata però non approvata e scartata.

Bonus bebè confermato e ampliato

Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia, ha annunciato un finanziamento per 444 milioni di euro al bonus bebè, che era in scadenza a fine anno e che verrà così rinnovato come aiuto alle famiglie che decidono di procreare. Il provvedimento prevede anche una maggiorazione del “20% per ogni figlio successivo al primo”. Le nuove misure riguarderanno due fasce di reddito e varieranno a seconda di quella in cui la famiglia beneficiaria rientra: una che va da 0 a 7mila euro e l’altra da 7mila a 25 mila.

I congedi parentali, inoltre, saranno più flessibili dato che, come spiegato dal ministro, nel “pacchetto famiglia” si prevede la possibilità “per le mamme di scegliere se accedere a un periodo di tre mesi di maternità retribuita al 60% oppure sei mesi di maternità retribuita al 30%”. Si estende inoltre l’età dei figli entro la quale usufruire dei congedi parentali, che passa dai 12 ai 16 anni.

 

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