Whirlpool torna a produrre in Italia: accordo raggiunto con sindacati e Luigi Di Maio

Accordo raggiunto con il Ministero dello Sviluppo Economico: grazie a un investimento di 250 milioni di euro in tre anni, Whirlpool tornerà a produrre in Italia. Zero esuberi.

Dopo lunghe trattative, la multinazionale di elettrodomestici Whirlpool tornerà a produrre in Italia. Nel triennio 2019-2021, previsto un investimento di 250 milioni di euro per riportare in Italia alcuni segmenti produttivi precedentemente spostati all’estero, con la garanzia che non ci saranno esuberi di lavoratori al completamento del piano industriale nel 2021.

L’intesa è stata siglata dal ministro Luigi Di Maio, dall’azienda e dai sindacati, sulla base di trattative già avviate dal governo Renzi, da parte del ministro Guidi. Soltanto adesso però l’azienda Whirlpool ha accettato ufficialmente le avances del ministero accogliendo “le richieste avanzate dal Ministro Luigi Di Maio, che puntavano a far ritornare in Italia alcune linee di produzione attive all’estero e la garanzia che non ci fossero esuberi di lavoratori al completamento del piano industriale nel 2021”.

La segretaria nazionale di Fim-Cisl, Alessandra Damiani, tiene però a precisare che gran parte del lavoro è stato svolto dai sindacati, che hanno in questi anni portato avanti dure battaglie, così “come su Ilva, Bekaert, anche ieri con Whirlpool”. Infatti, il merito del governo Conte è quello di aver “riconfermato gli ammortizzatori, che permetteranno di attraversare il periodo di investimenti in sicurezza, ma le soluzioni per tenere il lavoro di questo grande gruppo in Italia sono state frutto di dure battaglie dei lavoratori e del sindacato“.

Cosa prevede il piano?

l piano prevede un investimento di 250 milioni nei prossimi tre anni nei siti industriali presenti nel nostro Paese, con il trasferimento nello stabilimento di Comunanza della produzione di lavatrici e lavasciuga da incasso attualmente attiva in Polonia. Si conferma inoltre l’impegno già siglato per il sito di Carinaro (Caserta) di sviluppare progetti di re-industrializzazione, e la specializzazione per il sito di Napoli del lavaggio e di altri stabilimenti. Il Governo si impegna ad accompagnare il piano la cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2020.

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