Taglio pensioni d’oro: come funziona?

Chi ha una pensione superiore a 4.500 euro senza aver versato i contributi per quella cifra, sarà sottoposto a un ricalcolo contributivo.

Ieri 25 settembre la Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati ha avviato l’esame della proposta di legge sul taglio delle pensioni d’oro, avanzata dal M5S. Negli ultimi giorni però sono state sollevate delle critiche alla manovra da parte dell’opposizione (e anche da alcuni parlamentari della Lega) e diversi giornali hanno diffuso informazioni non veritiere. Vediamo dunque insieme come funziona davvero il taglio delle pensioni d’oro.

 

Come funziona

La proposta di legge prevede calcoli complessi da parte della ragioneria di Stato e dell’Inps, ma il presupposto è di facile comprensione, così come ha spiegato il portavoce del M5S.

Si tratta soltanto di un atto di giustizia sociale: chi fino ad oggi ha percepito una pensione superiore a 4.500 euro senza aver versato i contributi per quella cifra, sarà sottoposto a un ricalcolo contributivo. Ognuno dovrà prendere la pensione in base ai contributi che ha versato

 

Facciamo un esempio semplificativo: il pensionato Mario, di 70 anni, percepisce una pensione pari a €4800 mensili. Mario vedrà la sua pensione tagliata oppure no? Ci possono essere due casi.

  1. Se Mario ha versato tutti i contributi necessari a percepire quella cifra, la sua pensione non subirà alcun taglio;
  2. Se Mario invece non ha versato tutti i contributi, allora la sua pensione verrà ricalcolata in base al sistema contributivo: cioè gli verrà corrisposta una pensione calcolata in base ai contributi versati.

In questo secondo caso, la pensione potrà essere tagliata massimo fino a €4000: cosa significa?

  1. Se Mario ha versato contributi per più di 4000 euro al mese, ad esempio €4200, allora la sua pensione verrà tagliata a questa cifra (da €4800 iniziali a €4200): percepirà quanto ha versato;
  2. Se Mario ha versato contributi per meno di €4000 al mese, ad esempio €3800, la sua pensione verrà tagliata a un importo fisso di €4000 (da €4800 iniziali a €4000): dunque, in ogni caso, non percepirà meno di 4000 euro mensili, ma il taglio avrà comunque fatto risparmiare soldi allo Stato.

Alleghiamo uno schema riassuntivo che il ministro Luigi Di Maio ha condiviso sul blog del M5S:

 

 

 

Ma la domanda che sorge spontanea è: perché ci sono delle persone che percepiscono più di quanto hanno versato?

Ciò accade perché fino al 1995 in Italia, per il calcolo delle pensioni, vigeva il Sistema Retributivo, anziché quello contributivo odierno. Come funzionava?

L’importo della pensione si calcolava sulla media dei redditi degli ultimi 10 anni di lavoro per i dipendenti (o degli ultimi 15 per gli autonomi), nella misura del 2% di questa media per ogni anno di contribuzione e non in base ai contributi effettivamente versati.

 Esempio di calcolo retributivo:

– reddito annuo medio negli ultimi 10 anni: € 30.000
– anni di contribuzione: 40
– pensione: 2% di 30.000 x 40 = € 24.000

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *