Diciotti: 50 migranti ospitati sono fuggiti

50 migranti sbarcati dalla Diciotti sono fuggiti prima o poco dopo l’accoglienza nei centri ospitanti e hanno fatto perdere le loro tracce.

I fatti

È di qualche giorno la notizia, ora confermata, dell’allontanamento volontario di alcuni migranti sbarcati dalla nave Diciotti e ospitati in diversi centri in Italia, fra cui alcune diocesi e diversi centri Caritas.

Stando a quanto si apprende dalle fonti del Viminale, 6 migranti sono fuggiti durante il primo giorno di trasferimento (venerdì 31 agosto), a cui si aggiungono 2 eritrei allontanatisi in data 2 settembre, altri 19 il cui allontanamento è stato registrato il 3 settembre e infine ulteriori 13 il 4 settembre. Ammonta dunque a 50 il numero di migranti fuggiti che hanno fatto perdere le proprie tracce e che sono ora ricercati dalle autorità.

Tutte le persone in questione erano però state inizialmente identificate, al momento dello sbarco, con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo e ciò dovrebbe facilitare le ricerche.

 

Le parole di Salvini

Il neo ministro dell’Interno ha così commentato la fuga, ribadendo la sua linea dura sul fronte migratorio:

Erano così bisognosi di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati?”. Si tratta dell’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono ‘scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame’. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi”

 

Fuga? Non proprio

La Caritas italiana, che avrebbe avuto il compito di accogliere i migranti, sostiene che non si può tecnicamente parlare di una fuga perché “si fugge da uno stato di detenzione e non è questo il caso, nessuno vuole rimanere in Italia, si sa”.

In altre parole, dal momento che non si trattava di detenuti, ma di “ospiti“, il direttore don Francesco Soddu ci tiene a precisare che non era responsabilità della Caritas vigilare sui migranti, ma dovevano soltanto accoglierli e fornire loro assistenza.

Ha infatti aggiunto quanto segue:

La struttura che li accoglie non ha il compito di trattenerli. I migranti, ovunque verranno trovati, in Italia o anche all’estero, potranno chiedere asilo ricominciando quella procedura (di accoglienza, ndr) che era stata avviata nelle nostre strutture

La domanda che però sorge spontanea è: chi, allora, se non i centri di accoglienza, doveva vigilare sui migranti? Dove sono ora?

 

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